Debito

giovedì 30 maggio 2013

DITTATURA INGLESE IN ITALIA


G.L.


Per comprendere il presente a sovranità inesistente, bisogna guardare al passato con la lente di ingrandimento. Si potrebbe partire nel caso del Belpaese sotto il giogo straniero, dai finanziamenti della massoneria anglossassone per la spedizione dei Mille di Garibaldi in Sicilia. Oppure dalla spartizione decisa a bordo del panfilo di proprietà della regina Elisabetta Windsor, al largo di Civitavecchia il 2 giugno 1992, in combutta con la casta dei politicanti italioti venduti al miglior offerente (Amato, Ciampi, Prodi, Draghi, eccetera), esattamente dopo l'assassinio ordito ai vertici dello Stato tricolore  di Giovanni Falcone, e poco prima l'eliminazione di Paolo Borsellino. Entrambi questi uomini avevano capito il meccanismo. Altro che Cosa Nostra, usata comunque per la bassa manovalanza. 

Senza esagerazione: i boiardi inglesi considerano il popolo italiano decisamente "inferiore". Ecco qualche perla:

«I nostri piani prevedono la conquista assoluta dell’Italia» (documento del governo britannico datato 1943).

«I principi e le regole della democrazia sono estranei alla natura del popolo italiano, che non si interessa di politica… la gran massa degli italiani è individualista… Mussolini aveva ragione a dire che gli italiani sono sempre stati povera gente» D’Arcy Osborne, ambasciatore inglese presso il vaticano, novembre 1943).

«L’Eni sta diventano una crescente minaccia per gli interessi britannici» (nota del ministero dell’Energia inglese, datata 15 agosto 1962, poco più di due mesi prima dell’omicidio di Enrico Mattei).

«E’ interesse della Gran Bretagna fermare l’avanzata comunista in Italia con ogni mezzo a nostra disposizione» (Martin Moreland – Ird, 28 aprile 1976).

«Azione a sostegno dii un colpo di Stato o di una diversa azione sovversiva… si raccomanda di tenerne conto sia a Londra sia nel corso degli incontri con gli americani, i tedeschi e i francesi» (memorandum segreto del Foreign Office del 6 maggio 1976, due anni prima dell’omicidio di Aldo Moro che attraverso il compromesso storico avrebbe portato al governo il Partito comunista).

«L’unica cosa che mancherà all’Italia è una totale libertà politica» (parola di Winston Churchill al delegato di papa Pio XII, novembre 1945).

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