Fra Ministero della Difesa e AgustaWestland è Apocalypse Now. Il carteggio sugli elicotteri all’amianto pubblicato dall’Huffington Post non solo non si è mai interrotto, ma dietro le quinte della politica e dei suoi annunci, il conflitto con la casa madre che per prima li aveva definiti “inquinati” è ormai esploso. Per documentarlo, l’HuffPosttorna a pubblicare in esclusiva l’ultima “puntata” di questo scontro all’arma bianca epistolare.
In una caustica lettera di appena un mese fa, inviata come sempre dal Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (Direzione Armamenti Aeronautici) alla “Ditta” in questione, il Ministero – che per diciassette anni aveva ignorato le reiterate comunicazioni dell’Agusta in materia – lamenta il fatto di non essere allo stato attuale a conoscenza né della tipologia, né della concentrazione dell’amianto, né tanto meno dell’esatto livello di esposizione ad esso a bordo degli elicotteri delle sue Forze Armate. E attribuisce la responsabilità di queste lacune alla stessa AW (nel testo si parla de “l’impossibilità dichiarata da codesta Ditta di determinare la tipologia e la concentrazione di amianto nei suddetti materiali”).
Salta poi agli occhi una certa malcelata diffidenza da parte dell’ufficio tecnico ministeriale. In particolare, di fronte all’azienda che – stando a quanto riferito nella missiva – garantirebbe “esposizioni sporadiche e di deboli intensità”, il rappresentante ministeriale si mostra infatti piuttosto scettico, e ne chiede in pratica ulteriore verifica (“Laddove quanto sopra riportato non risulti confermato, si invita codesta Ditta ad emettere i provvedimenti del caso”).