Debito

sabato 23 marzo 2013

Chi conosce veramente se stesso?


Cari amici, si parla spesso dell'importanza di conoscere se stessi, ma pochi di noi si applicano veramente in tal senso. Vorrei proporvi una acuta riflessione su tale argomento, tratta dal libro "un nuovo mondo" del famoso autore Eckart Tolle, (vedi anche QUI).

Che possa fungere da spinta ulteriore per chi è già in cammino verso tale realizzazione e da molla per cominciare la Ricerca per chi invece sta ancora sonnecchiando lungo la via.

Buona lettura!




SCOPRIRE CHI SIETE VERAMENTE

Gnothi seauton: “Conosci te stesso”. Queste parole erano incise all'entrata del tempio di Delfi, nell'antica Grecia, sede dell'oracolo sacro ad Apollo. La gente vi si recava sperando di scoprire che cosa avesse in serbo per loro il destino o quale azione intraprendere in una particolare situazione.

È possibile che molti visitatori, entrando nell'edificio, abbiano letto quelle parole senza rendersi conto che indicavano una verità più profonda di qualunque altra che avrebbe potuto dir loro l'oracolo.

Per quanto grande fosse la rivelazione, per quanto fosse esatta l'informazione che avrebbero ricevuto, non avrebbero in nessun modo potuto evitare la futura infelicità e la sofferenza causata a loro stessi, se non fossero riusciti a trovare la verità contenuta in quell'imperativo: Conosci te stesso.

Quelle parole implicavano che, prima ancora di chiedere qualunque altra cosa, è necessario porsi la domanda fondamentale: “Chi sono io?”.

La gente inconsapevole, e molti restano inconsapevoli, intrappolati nei loro ego per tutta la vita, vi direbbero subito chi è: il nome, l'occupazione, la storia personale, la forma o la condizione del corpo, o qualunque altra cosa con la quale si identifica.

Altri possono apparire più o meno evoluti perchè pensano a loro stessi come anime immortali o Spiriti divini. Ma conoscono realmente se stessi oppure hanno solamente aggiunto al contenuto della loro mente qualche concetto che risuona spirituale?

Conoscere se stessi va molto al di là dell'adottare una serie di idee o di credenze. Idee e credenze spirituali possono tutt'al più essere indicazioni che aiutano. Ma hanno raramente il potere di espellere il nucleo solidamente stabilizzato di chi pensate di essere, che è parte del condizionamento della mente umana.

Conoscere voi stessi profondamente non ha niente a che vedere con qualunque idea stia fluttuando nella vostra mente. Il conoscere voi stessi è radicato nell'Essere, invece di essere perso nella vostra mente.

CHI CREDETE DI ESSERE

Il senso di chi siete determina quelle che percepite essere le vostre necessità e anche ciò che nella vita è importante, e qualunque cosa sia importante avrà il potere di infastidirvi o disturbarvi.

Potete usare proprio questo per scoprire quanto conosciate profondamente voi stessi.Ciò che per voi è importante non è necessariamente ciò che dite o a cui credete, ma ciò che le vostre azioni e reazioni rivelano essere serio e importante per voi.

Per questo forse è il caso di chiedervi quali siano le cose che vi disturbano e vi infastidiscono. Se sono le piccole cose a disturbarvi, allora il chi credete di essere è esattamente questo: piccolo. Questo è il vostro credo inconsapevole. E quali sono le cose piccole? Alla fin fine tutte le cose sono piccole cose, perchè tutte sono transitorie.

Ma voi potete dire che sapete di essere uno Spirito immortale, oppure che siete stanchi di questo mondo pazzo e che la pace è tutto ciò che volete, e questo fino al momento in cui squilla il telefono.

Cattive notizie: il mercato è crollato, l'accordo può fallire, l'auto è stata rubata, è arrivata vostra suocera, il viaggio è stato cancellato, il contratto è stato sciolto, il vostro partner vi ha lasciato, vogliono più soldi, vi dicono che la responsabilità è vostra.

Improvvisamente vi è un impeto di rabbia, di ansietà. Una durezza affiora nella vostra voce e non sopportate più questa situazione. Accusate e colpevolizzate, attaccate e vi difendete o vi giustificate e tutto ciò sta accadendo in automatico.

C'è qualcosa che in questo momento per voi è evidentemente molto più importante della pace interiore, che invece un momento prima avete detto essere l'unica cosa che volevate, e non siete neppure più uno spirito immortale.

L'accordo, i soldi, il contratto, la perdita o la minaccia di perdere sono più importanti. Ma per chi? Per lo Spirito immortale che dite di essere? No, per me. Per il piccolo “me”che cerca sicurezza o completamento in cose che sono transitorie e che diventa ansioso o si arrabbia perchè non riesce ad averle.
Bene, perlomeno ora sapete chi credete veramente di essere.


Se la pace fosse realmente ciò che volete, allora scegliereste la pace. Se la pace vi importasse di più di ogni altra cosa, se conosceste voi stessi più come uno Spirito che come un piccolo me, allora quando siete provocati da una persona o da una situazione, non reagireste e rimarreste in uno stato di assoluta vigilanza.


Accettereste immediatamente la situazione e diventereste una cosa sola con la situazione stessa, invece di separarvene. E da quello stato di vigilanza arriverebbe una risposta. La risposta giungerebbe da chi siete, la coscienza, e non da chi pensate di essere, un piccolo me. Sarebbe potente ed efficace e non trasformerebbe persone o situazioni in nemici.
Il mondo si occupa di non farvi illudere per molto tempo su chi pensate di essere, mostrandovi ciò che realmente vi importa. Il miglior indice di quanto profondamente conoscete voi stessi è il modo in cui reagite alle persone e alle situazioni, specialmente quando arrivano le sfide.

Più limitata, più strettamente egoica è la visione di voi stessi, più vedrete, metterete a fuoco o reagirete alle limitazioni dell'ego degli altri, alla loro inconsapevolezza.
Le loro “mancanze”, o ciò che ai vostri occhi sono le loro mancanze, diventano le loro identità. Questo significa che vedrete in loro solamente l'ego e questo rinsalderà il vostro ego. Invece di vedere “oltre l'ego”, guardate “all'ego” degli altri. E chi sta guardando all'ego è proprio l'ego in voi.

La gente molto inconsapevole sperimenta il proprio ego attraverso il suo riflesso nelle altre persone.
Quando vi rendete conto che ciò che vi fa reagire negli altri è anche in voi ed è a volte solamente in voi, cominciate a diventare consapevoli del vostro proprio ego.

A questo stadio, potete anche rendervi conto che state facendo agli altri ciò che credete gli altri stiano facendo a voi. E smettere così di vedervi come vittime.

Visto che non siete l'ego, quando diventate consapevoli dell'ego in voi non significa che sapete chi siete, ma che sapete chi non siete. Ma proprio attraverso questa conoscenza di chi non siete avete rimosso l'ostacolo più grande a conoscere veramente voi stessi.
Nessuno può dirvi chi siete. Sarebbe un altro concetto, quindi non vi cambierebbe.Chi siete non necessita di un concetto. Ogni credenza è infatti un ostacolo. Non c'è bisogno neppure che vi realizziate, perchè siete già chi siete. Ma senza la realizzazione, allora chi siete voi veramente non risplenderà in questo mondo.Rimarrà nel regno dell'Essere, che ovviamente è la vostra vera Casa.
E sarete allora come una persona apparentemente povera che non sa di avere un conto in banca con cento milioni di dollari, la cui ricchezza rimane un potenziale inespresso.
Tratto dal libro di Eckart tolle: Un nuovo mondo, ed. Oscar Mondadori

Oltreil 2012-nuovaurora.blogspot.it

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